LA FILOSOFIA - Cosa Libera
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La conoscenza, il sapere come Bene Comune

Il sapere è l’essere o venire a conoscenza di qualcosa, per averlo appreso attraverso lo studio e l’applicazione o con la pratica e l’esperienza diretta; il sapere emerge dalle relazioni, crea relazioni.

Il sapere critico consiste nell’essere perfettamente consapevole di qualcosa in un contesto dato; sviluppare consapevolezza di sé di fronte a qualcosa, rendendosi contemporaneamente conto del tessuto di relazioni di cui si fa parte è pensiero critico, sapere vivo.

Il sapere è vitale. Organizzarlo e trasmetterlo in modo distribuito favorisce il pensiero critico degli individui e, contemporaneamente, la consapevolezza collettiva che il sapere è una ricchezza prodotta dalla società intera. Una società è tanto più libera e plurale tanto più saperi genera. La pluralità dei saperi è vitale per la democrazia così come la biodiversita` lo è per un ecosistema.

Dunque è vitale che i saperi non abbiano padroni, e che non siano concepiti come merce immateriale da accumulare, per capitalizzare potere sul prossimo.

I saperi devono essere liberi e liberamente accessibili.
Devono essere inclusivi, favorire il pensiero critico e il potere distribuito.

I saperi della società devono mettere ciascuno nella condizione di potere determinare se stesso cooperando con il proprio prossimo.

Come ogni bene comune, il sapere critico rifugge tanto dalla logica mercantile quanto quella burocratica del potere gerarchico e concentrato, sposa invece quella della partecipazione democratica e del potere diffuso.

Un sapere deve essere governato con criteri critici, da chi in quella comunità vive, e non da burocrati, manager o imprenditori.

Nel concepire il progetto di Cosa Libera ci siamo ispirati, tra gli altri, ai commons collaborativi di cui parla Jeremy Rifkin, nonché ai concetti di commons based peer production, produzione paritaria, produzione sociale o produzione orizzontale. I commons-based peer production o social production sono concetti elaborati dal professore Yochai Benkler della Scuola di legge di Harvard per descrivere un nuovo modello economico di produzione nel quale l’energia creativa di un grande numero di persone è coordinata (di solito con l’aiuto di Internet) in grandi e significativi progetti, per lo più senza la tradizionale organizzazione gerarchica e spesso, ma non sempre, senza o con un compenso economico decentralizzato.

Con il termine produzione sociale si intende un nuovo modo di produrre delle informazioni: cambiano quindi le modalità e le motivazioni, grazie alle opportunità rese disponibili dal cambiamento/miglioramento tecnologico. Con la diffusione della banda larga e dei PC a basso costo è aumentata la produzione non commerciale e non proprietaria di informazioni. In questo ambiente, gli individui assumono un ruolo centrale, diventando parte attiva della produzione e garantendo un grado di libertà maggiore: aumenta la libertà individuale, la democrazia diventa più partecipativa, la cultura cresce in modo più critico ed “autoriflessivo”, l’economia globale diventa maggiormente dipendente dall’informazione prodotta a livello sociale.

Nasce così nelle economie più avanzate del mondo un sistema di informazione reticolare, grazie a due cambiamenti: uno di carattere tecnologico ed uno di carattere culturale. Grazie anche ai costi marginali molto bassi delle tecnologie legate ad internet, produrre informazioni e cultura spesso è più importante di produrre beni materiali.

Il motore di ricerca Cosa Libera condivide e si muove nel solco di tale filosofia: è un strumento per rendere più accessibile un determinato sapere.
Cosa Libera garantisce una libera e gratuita fruizione di una precisa tipologia di sentenze emesse in nome del popolo italiano.
Con il tempo aspira ad essere anche molto di più: un sistema aperto e fluido, modificabile e migliorabile attraverso il contributo di qualsiasi persona interessata.